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mercoledì 18 febbraio 2015

Quali gli errori della sua vita per  Oriana Fallaci? Ecco cosa risponde:


"Ti diro' il piu' grave. Quello di non aver amato abbastanza me stessa. Cioe' di aver dimenticato che il grande comandamento ‘Ama il prossimo tuo come te stesso', parte dal presupposto di amare prima e innanzitutto se stessi. Non ho amato abbastanza me stessa perche' non sono mai stata contenta di me stessa, non mi sono mai molto piaciuta. Non ho capito insomma che non e' necessario piacersi per amarsi, che amarsi e' amare la vita. Ho amato la vita in astratto, e non sulla mia pelle. O meglio, l'ho amata amando gli altri o sforzandomi di amare gli altri. Ma e' tempo che io riconosca la piu' banale delle verita': tra gli altri ci sono anch'io. E' tempo che io sorrida, che rida".

giovedì 16 ottobre 2014

Autori e dintorni...Alberto Bevilacqua



Lui che ti tradiva


Tu che mi ascolti fu il saluto terreno che Alberto Bevilacqua diede alla madre Lisa da poco scomparsa. Ora lo scrittore torna a quell'ideale colloquio con la donna più importante della sua vita certo di poterle confessare, finalmente, i segreti che durante la sua esistenza non ha mai potuto svelare per non turbarla nel suo male depressivo. Protagonista di questa narrazione - in cui passato e presente si fondono in un'attrazione magnetica, medianica, che incanta e trascina il lettore - è un figlio non voluto dal padre, "il Mario", affascinante ufficiale dell'aviazione durante la dittatura, eroe di memorabili imprese, donnaiolo impenitente, che solo nell'umiliazione delle ritorsioni subite dopo la guerra trova la via della propria coscienza. Ed è allora che il figlio, già costretto dall'immaturità e dalle scelte egoistiche del genitore a divenire precocemente adulto, può diventare, standogli accanto, sinceramente il padre del proprio padre. Ricomponendo in unità il tormentato rapporto con chi gli ha dato la vita.

        
        
Alberto Bevilacqua (Parma 1934), scrisse il suo primo romanzo, La polvere sull'erba (Einaudi 2002), a vent'anni, ma il libro non venne pubblicato. Leonardo Sciascia ne lesse il dattiloscritto: voleva pubblicarlo ma ritenne che potesse provocare uno scandalo. Con La Califfa (1964) ottenne il primo riconoscimento internazionale. Seguirono Questa specie d'amore (premio Campiello 1966), L'occhio del gatto (premio Strega 1968), I sensi incantati (Premio Bancarella 1992). Tra gli altri titoli ricordiamo: Umana avventura, Il curioso delle donne, L'Eros, Lettera alla madre sulla felicità, Gli anni struggenti, Viaggio al principio del giorno, Attraverso il tuo corpo. Tra i film che ha diretto: La Califfa, Questa specie d'amore, Le rose di Danzica, Bosco d'amore (dal Decamerone).
L'ultimo romanzo della sua ricca produzione pubblicata da Mondadori è L'amore stregone (2009). Nel 2011 è uscito per Einaudi il libro di poesie La camera segreta. Una raccolta delle sue opere è stata recentemente proposta nella prestigiosa collana dei Meridiani (2010).


L'indirizzo del sito Internet dell'autore è www.albertobevilacqua.net


venerdì 29 agosto 2014

Autori e dintorni...


“Chi ama davvero ama il mondo intero, non soltanto un individuo particolare.”

(E. Fromm)




“La nascita non è un atto, è un procedimento ininterrotto. 
Lo scopo della vita è di nascere pienamente, ma la sua tragedia è che la maggior parte di noi muore prima di essere veramente nato.
 Vivere significa nascere ad ogni istante
La morte si produce quando si cessa di nascere
Fisiologicamente il nostro sistema cellulare è in stato di nascita continua;
 ma, psicologicamente, la maggior parte di noi ad un certo momento cessa di vivere.”

sabato 8 marzo 2014

Autori e dintorni...Jiddu Krishnamurti



 "Non amare il florido ramo,
non mettere nel tuo cuore
la sua immagine sola;
essa avvizzisce.

Ama l'albero intero,
così amerai il florido ramo,
la foglia tenera e la foglia morta,
il timido bocciolo ed il fiore aperto,
il petalo caduto e la cima ondeggiante,
lo splendido riflesso dell'Amore pieno.

Ama la vita nella sua pienezza,
essa non conosce decadimento".


                                        Non amare il florido ramo (poesia di Jiddu Krishnamurti)