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lunedì 25 giugno 2012

Le lezioni della natura!


Impariamo dalle Oche.
Le oche volano in formazione a V.

Lo fanno, perché al battere delle loro ali, l’aria produce un movimento, che aiuta l’oca che sta dietro.
Volando cosi, le oche aumentano la loro forza di volo rispetto ad un’ oca che va da sola. Ogni volta che un’oca esce dalla formazione, sente la resistenza dell’aria e si rende conto  della difficoltà nel farlo da sola allora, con rapidità ritorna nella formazione per approfittare del compagno che sta davanti. Quando il capo delle oche si stanca, passa dietro, ed un’ altra oca prende il suo posto. Le oche che vanno dietro gracidano per sostenere coloro che vanno avanti a mantenere la velocità.
Quando l’oca si ammala o cade ferita da un sparo, altre due oche escono dalla formazione e la seguono per aiutarla e proteggerla.

Le persone che condividono una direzione comune e hanno il senso della comunità, possono arrivare a compiere il loro obiettivo più facilmente, perchéaiutandosi l’un l’altro, i risultati sono certamente migliori. Se ci uniamo e ci manteniamo insieme con quelli che vanno nella nostra stessa direzione, lo sforzo sarà minore, sarà più semplice e più gradevole raggiungere le mete. Le persone ottengono risultati se si sostengono nei momenti duri, se si rispettano reciprocamente in ogni momento, condividendo i problemi ed i lavori più difficili.
Una parola di coraggio, detta nel momento giusto, aiuta, motiva, da forza e produce dei benefici.
Se ci manteniamo uno accanto all’altro, appoggiandoci ed accompagnandoci...
Se a dispetto delle differenze, possiamo conformare un gruppo umano per affrontare tutti i tipi di situazioni.
Se capiamo il vero valore dell’ amicizia, se siamo coscienti del sentimento di condividere, la vita sarà più semplice e, stare con gli amici, sarà più bello”
dal Web. Autore non conosciuto


GUARDA IL VIDEO:
Il volo delle oche

venerdì 8 giugno 2012

Tratto da: "Con te e senza di te" di Osho


"..la prima cosa: ci sono due tipi di amore. L’”amore-bisogno” e l’”amore-dono”.
 La distinzione è significativa e deve essere compresa.

L’ ”amore-bisogno” o l’ ”amore-carenza” dipende dall’altro, è amore immaturo. Tu usi l’altro, lo usi come un mezzo: sfrutti, manipoli, domini. In questo modo l’altro è reso succube, viene praticamente distrutto; ma anche l’altro fa esattamente la stessa cosa: tenta di manipolarti, di dominarti, di possederti, di usarti.

Usare un altro essere umano non ha niente a che fare con l’amore: sembra amore ma è una moneta falsa. Eppure questo è ciò che accade al novantanove per cento della gente perché la prima lezione d’amore la impari nella tua infanzia...milioni di persone rimangono infantili per tutta la vita, non crescono mai. Invecchiano, ma nella loro mente non crescono mai; la loro psicologia rimane infantile, immatura. Hanno sempre bisogno di amore. Sono sempre affamate di amore, lo bramano come il cibo.

L’uomo matura nel momento in cui comincia ad amare piuttosto che ad avere bisogno.
Comincia a traboccare a condividere, comincia a donare. La differenza è fondamentale.

Nel primo caso ciò che importa è avere di più; nel secondo, l’importante è come donare sempre di più e incondizionatamente. Questo significa crescita, è l’inizio della maturità.
Una persona matura dà. Solo una persona matura può dare, perché solo una persona matura può avere. In questo caso l’amore non è dipendente, e tu puoi amare che l’altro ci sia o no.In questo caso l’amore non è una relazione, è uno stato dell’essere.
Le persone immature che cadono in amore distruggono a vicenda la propria libertà, creano un legame, una prigione. Le persone mature in amore si aiutano a essere libere, si aiutano l’un l’altra a distruggere ogni tipo di legame.E quando l’amore fluisce nella libertà c’è bellezza. Quando l’amore fluisce nella dipendenza c’è bruttezza.

Ricorda, la libertà è un valore più alto dell’amore. Quindi se l’amore distrugge la libertà, non ha alcun valore.

L’amore può essere lasciato cadere, la libertà deve essere salvata: è un valore più elevato. E senza libertà non potrai mai essere felice, non è possibile.

Libertà è il desiderio intrinseco di ogni uomo, di ogni donna: libertà totale, assoluta. Ecco perché si inizia ad odiare tutto ciò che è distruttivo nei confronti della libertà.



Tratto dal libro:
"Con te e senza di te" di Osho


venerdì 11 maggio 2012

Psicologia e dintorni


Dall’empatia alle condotte sociali altruistiche.
La psicologia evolutiva ci insegna che i comportamenti altruistici sono comparsi prima della capacità di esprimere emozioni e di sentire empatia verso gli altri. Le api che si sacrificano per proteggere l’alveare dall’attacco di un calabrone o i segnali di allarme che lanciano gli uccelli per allertare di un pericolo i propri simili sono due esempi di comportamenti altruistici che non riposano sull’empatia. Non possiamo dunque dire che l’empatia ha favorito la comparsa dei comportamenti sociali, dato che gli insetti sociali hanno comportamenti  altruistici senza empatia. Al contrario, la capacità di percepire gli stati emotivi dei propri simili e di rispondere in maniera appropriata ha portato, nei mammiferi, a un vantaggio adattivo evidente per la sopravvivenza dell’individuo e del gruppo. Nell’uomo numerosi studi di psicologia sociale indicano che l’empatia è un fattore che favorisce i comportamenti prosociali. Fra i 7 e i 40 anni la rete neuronale che reagisce al dolore degli altri subisce diversi cambiamenti: l’attività dell’insula posteriore, dell’amigdala e della corteccia orbitofrontale mediana diminuisce con l’età mentre quella laterale aumenta. Una simile evoluzione riflette il passaggio di una risposta emotiva viscerale, che serve ai bambini per analizzare il significato affettivo degli stimoli, a una funzione più valutativa nell’adulto, che fa appello ai ricordi, ai giudizi morali e ai cambiamenti di punto di vista per modulare le reazioni di empatia.
Numerosi studi di visualizzazione cerebrale hanno mostrato che il “circuito della ricompensa”, che sottintende alla percezione del piacere e rinforza i comportamenti che gli sono associati, si attiva nello stesso modo sia quando una persona riceve una somma di denaro che quando decide di donarla a una fondazione benefica. Inoltre le donazioni sono più elevate quando il donatore è in presenza di altre persone: l’attivazione dello striato ventrale è modulata dalla presenza di altri. Tutto ciò non è cosi sorprendente, dato che, nell’anima sociale, essere osservato dagli altri è una situazione naturale, e la sensibilità alle reazioni del gruppo, una forma di “ricompensa” sociale,  è un aspetto fondamentale dei comportamenti prosociali.
Cosi le condotte altruistiche derivano da una pluralità di motivazioni. Lo spettacolo della sofferenza altrui innesca l’attivazione della rete neurale che si occupa delle reazioni di avversione. Questo può promuovere condotte di aiuto o di conforto, che possono essere motivate dal desiderio di sopprimere il fastidio che la vista della sofferenza altrui può suscitare. Queste condotte possono ugualmente essere motivate e rinforzate dall’effetto positivo dell’approvazione sociale, che è fisiologicamente gratificante, perché attiva le aree cerebrali responsabili della percezione del piacere.

Le generalità della condotta prosociale