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martedì 5 febbraio 2013

Alla scoperta del corpo umano...cenni di fisiologia.



Il cervelletto

Il cervelletto presiede al controllo dell’equilibrio, della postura, del tono muscolare e alla coordinazione dei movimenti. Il cervelletto ha un ruolo importante; è un formidabile agglomerato neuronale pur essendo il suo volume solo un decimo di quello cerebrale. Contiene infatti circa la metà dei neuroni presenti nel nostro SNC. Esso è dotato di un architettura circuitale identica in tutte le parti dell’organo, quali che siano le informazioni afferenti. Situazione questa che suggerisce un’identità di funzione in tutto il cervelletto. Ultimo particolare è il rapporto tra afferenze ed efferenze: al cervelletto giunge un volume di fibbre afferenti 40 volte superiore a quello delle fibre che ne escono. Il cervelletto ha un ruolo importante nel controllo dei tempi e delle sequenze motorie e nel rendere armoniosa la transizione da un movimento al successivo. Interviene inoltre nella regolazione dell’intensità della contrazione al variare nel carico imposto al muscolo oltre che nella  coordinazione tra gruppi muscolari agonisti e antagonisti.
Il cervelletto presenta un mantello grigio superficiale, la corteccia cerebellare, organizzata in lamelle, e una massa interna di sostanza bianca, il corpo midollare, costituita da fibre afferenti ed efferenti che derivano dalla (o sono destinate alla) corteccia. Nella sostanza bianca sono localizzate quattro coppie di nuclei cerebellari profondi, i nuclei intrinseci, che sono connessi con la corteccia cerebellare e con alcuni nuclei del tronco encefalico.
I nuclei della base intervengono nella pianificazione e nella regolazione dei movimenti muscolari complessi. Il cervelletto è essenziale per la corretta esecuzione dei movimenti rapidi come correre, scrivere a macchina, suonare il piano, parlare. La perdita di questa porzione dell’encefalo provoca incordinazione motoria ma non paralisi muscolare. Il cervelletto è diviso in tre lobi: anteriore, posteriore e flocculomodulare. Nel verme si svolge la maggior parte delle funzioni di controllo motorio. Vie afferenti dall’encefalo sono: via cortico - ponto – cerebellare. Altre vie: fascio olivo – cerebellare, fascio vestibolo cerebellare, fibre reticolo cerebellare. La corteccia del cervelletto è costituita da una grande lamina, larga circa 17 cm e lunga 120 cm le cui pieghe, ciascuna delle quali chiamata Folium, sono disposte trasversalmente. Al di sotto della corteccia si trovano i nuclei cerebellari profondi. Le vie afferenti del cervelletto, cioè fasci spino cerebellari, dorsali informano, istante per istante, il cervelletto dello stato di contrazione dei muscoli, della posizione e della velocità di movimento delle diverse parti del corpo, e delle forze che agiscono sulla superficie corporea. 
I nuclei profondi sono: il dentato, l'interposito e il fastigio.
Vie efferenti del cervelletto: una via origina dal verme, raggiunge le regioni pontine e bubari, controlla l’equilibrio e la postura. Una via origina nella zona intermedia e raggiunge i nuclei del talamo e da qui la corteccia cerebrale. Alcune vie hanno un ruolo importante nella coordinazione delle attività motorie sequenziali. Il cervelletto contiene circa 30 milioni di unità funzionali; al centro dell’unità si trovano una cellula di Purkinje e una cellula dei nuclei profondi.
La corteccia cerebellare è divisa in tre strati:
1.      Lo strato molecolare
2.      Lo strato della cellula Purkinje
3.      Lo strato delle cellule granulari.
Le funzioni del cervelletto sono:
Vestibulocere bellum, per il mantenimento dell’equilibrio.
Spinocerebellum, è una zona del verme posteriore e anteriore e provvede alla coordinazione delle porzioni distali degli arti, soprattutto mani e dita.
Cerebrocerebellum , implicato nelle esecuzioni dei movimenti volontari sequenziali del corpo e degli arti.

Ipotalamo e ipofisi
L’ipotalamo e l’ipofisi sono due strutture anatomiche, strettamente collegate fra loro, situate alla base del cranio. Si tratta di due strutture che rappresentano la più importante area di interconnessione fra il sistema nervoso e il sistema endocrino da cui partono gli impulsi e gli stimoli ormonali che governano l’intero sistema endocrino.
L’ipotalamo è un centro che, nel nostro corpo, regola il ritmo sonno/veglia, la fame, la sete e la temperatura corporea. Esso è costituito da più raggruppamenti di cellule nervose, detti nuclei, con le loro varie connessioni.
L’ipotalamo, inoltre, produce delle sostanze (neuroormoni) che stimolano la parte anteriore dell’ipofisi (adenoipofisi) a produrre degli ormoni detti tropine ipofisarie i quali, a loro volta, stimolano altre ghiandole endocrine a produrre altri ormoni. Questi ultimi, infine, agiscono a livello dell’ipotalamo e dell’ipofisi regolando, a loro volta, la produzione degli stessi neuroormoni e delle stesse tropine ipofisarie.
Altri ormoni prodotti da cellule dell’ipotalamo, infine, possono essere liberati direttamente nella parte posteriore dell’ipofisi (neuroipofisi).
Si tratta, pertanto, di una complessa rete di interazioni e di scambio di informazioni che serve per controllare molte funzioni vitali per il nostro organismo. L'ipotalamo appartiene al sistema nervoso centrale ma, da un punto di vista funzionale, i suoi neuroni sono capaci di ricevere segnali che arrivano sia dalle strutture nervose superiori, sia dalle ghiandole del sistema endocrino (ipofisi e gonadi per esempio), che non sono strutture nervose. Esso è quindi la sede in cui si verificano le connessioni tra sistema nervoso centrale e sistema endocrino (ormonale).

L'ipofisi è una struttura complessa alloggiata in una cavità ossea alla base del cranio, denominata sella turcica.
Le sue dimensioni sono quelle di una nocciola e il peso è di circa 0.5 grammi. Si possono distinguere tre parti di derivazione embriologica diversa di cui la parte anteriore rappresenta la più importante dal punto di vista riproduttivo:
1.      una parte posteriore (neuroipofisi)
2.      una parte intermedia
3.      una parte anteriore (adenoipofisi)

Il sistema ipotalamo-ipofisi è in grado di controllare in modo diretto l’accrescimento corporeo, l’allattamento dopo la gravidanza e l’introduzione di liquidi e, in modo indiretto, il metabolismo basale (agendo sulla tiroide), la risposta allo stress (agendo sui surreni) e la funzione sessuale (agendo sui testicoli e sulle ovaie).

Epifisi
La ghiandola pineale o epifisi è una ghiandola endocrina delle dimensioni di una nocciola, sporge all'estremità posteriore del 3° ventricolo. Appartiene all'epitalamo ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari), alle circostanti parti nervose. Le sue cellule, i "pinealociti" producono l'ormone melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce. L'ormone melatonina è prodotto a partire dal neurotrasmettitore serotonina (5-idrossi-triptamina) per N-acetilazione e ossi-metilazione, in virtù del fatto che i pinealociti contengono l'enzima Idrossi-indolo-ossi metil transferasi (HIOMT), enzima marker dell'epifisi.
La melatonina è inoltre l'ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari, infatti gli elevati quantitativi di melatonina nell'individuo in età prepuberale, ne impediscono la maturazione sessuale. All'inizio della pubertà i livelli di melatonina decrescono notevolmente e nell'epifisi si accumula la sabbia pineale (anche se studi recenti hanno dimostrato che l'attività di deposizione della sabbia è legata ad una crescente attività secretiva).
La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte: poco dopo la comparsa dell'oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L'esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente. In questo senso l'epifisi sembra rappresentare uno dei principali responsabili delle variazioni ritmiche dell'attività sessuale, sia giornaliere che stagionali (soprattutto negli animali).
Conosciuta fin dall'era antica, anche per la sua frequentissima calcificazione in età matura, questa ghiandola di circa 150 mg, grossomodo al centro del cervello, è uno dei centri dell'organizzazione circadiana dell'organismo, comunque di ancora poco interesse in neurologia moderna. Per Cartesio la ghiandola pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono, in quanto unica parte del cervello a non essere doppia.
Tiroide
La tiroide è un organo impari, situato nella regione anteriore del collo alla base della gola. Questa ghiandola ricopre un ruolo fisiologico estremamente importante, poiché influenza direttamente lo sviluppo scheletrico e cerebrale, partecipa alla regolazione del metabolismo corporeo tiroide e allo sviluppo di pelle, apparato pilifero ed organi genitali.
Situata anteriormente rispetto alla laringe e alla trachea, la tiroide consta di due lobi, uno destro ed uno sinistro, tra loro congiunti da una porzione trasversale detta istmo; questa particolarità anatomica conferisce alla tiroide un aspetto simile ad una H o, più artisticamente, ad una piccola farfalla. In un adulto sano ciascun lobo misura circa cinque centimetri, mentre la tiroide raggiunge, nel suo insieme, un peso di circa venti grammi. Peso e dimensioni possono tuttavia variare, anche considerevolmente, in base all'età (calano con l'invecchiamento), al sesso (sono superiori negli uomini) e alle modificazioni ormonali (pubertà , gravidanza, allattamento, fase del ciclo mestruale, menopausa
Nonostante le ridotte dimensioni, la tiroide influenza l'attività di buona parte dell'organismo attraverso gli ormoni che produce e secerne nel circolo sanguigno. La tiroide è quindi una ghiandola endocrina; ghiandola perché sintetizza e libera ormoni, endocrina perché riversa il suo secreto nei liquidi interni all'organismo, nello specifico nel sangue.
Riccamente vascolarizzata, produce due ormoni importantissimi, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4), che qualcuno ha bonariamente paragonato a dei "divoratori di grassi". Prima di spiegare il perché di questa similitudine, è opportuno spendere qualche parola sul loro metabolismo. Per sintetizzare questi ormoni la tiroide ha bisogno, innanzitutto, di un minerale - lo iodio - contenuto nel sale marino, in quello iodato, nel pesce ed in molti frutti di mare. Non a caso, troviamo quattro molecole di iodio in ciascuna molecola di tiroxina, da cui l'abbreviazione T4, e tre atomi di iodio per ogni molecola di triodiotironina, da cui l'abbreviazione T3.
In secondo luogo, la tiroide necessita di un amminoacido ordinario, la tirosina, che l'organismo può sintetizzare a partire da un aminoacido essenziale, la fenilalanina, contenuto negli alimenti proteici, come la carne, il pesce, le uova ed i legumi. Mentre le carenze di tirosina sono estremamente rare, esistono alcune regioni del pianeta in cui l'apporto alimentare di iodio è del tutto insufficiente ad assicurare la normale attività della tiroide. Nel tentativo di sopperire a queste carenze, la ghiandola aumenta di dimensioni formando il cosiddetto gozzo: una massa voluminosa visibile ad occhio nudo nella parte anteriore del collo. Una simile alterazione può verificarsi anche nelle condizioni opposte, cioè quando l'organismo riceve esagerate quantità di iodio - attraverso la dieta o farmaci specifici - che lo inducono a sintetizzare un surplus di ormoni tiroidei.



Sistema nervoso autonomo



L'"interno" (i "visceri") del nostro corpo, come il cuore, lo stomaco e l'intestino, è regolato da una parte del Sistema Nervoso chiamato Sistema Nervoso Autonomo (SNA). Il SNA appartiene, in parte, al Sistema Nervoso Periferico e controlla molti organi e muscoli del nostro corpo. Non siamo quasi mai coscienti dell'attività del SNA, in quanto esso funziona in modo involontario e riflesso. Ad sempio, non ci accogiamo quando i nostri vasi ematici cambiano di diametro o quando il nostro cuore batte più in fretta. Ciò nonostante, alcune persone possono allenarsi a controllare alcune delle funzioni del SNA, come la frequenza cardiaca o la pressione del sangue nelle arterie.

L'attività del SNA è particolarmente importante in almeno due situazioni:
·         le situazioni di emergenza che causano stress e che ci richiedono di attaccare o fuggire;
·         le situazioni di calma che ci consentono di riposare e digerire.
SNA regola:
    I muscoli lisci
·         della pelle (intorno ai bulbi piliferi)
·         dei vasi ematici
·         dell'occhio (pupilla)
·         dello stomaco, dell'intestino e della vescica
·         Il cuore
·         Le ghiandole
Il SNA è suddiviso in tre parti:

1.      Sistema Nervoso Simpatico
2.      Sistema nervoso parasimpatico
3.      Sistema Nervoso Enterico
Il Sistema Nervoso Simpatico
E' una bella giornata di sole e stai facendo una piacevole passeggiata nel bosco. Improvvisamente un orso affamato ti compare davanti. Ti fermi e lo attacchi OPPURE ti volti e scappi via? In entrambi i casi, si tratta di una situazione di "attacco o fuga", in cui il Sistema Nervoso Simpatico si mette in azione attivando le risorse energetiche, aumentando la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca e rallentando i processi digestivi.
Il Simpatico nasce nel midollo spinale. Qui, i corpi cellulari del primo neurone (il neurone pregangliare) sono localizzati nei tratti toracico e lombare. Gli assoni che originano da questi neuroni si portano ad una catena di gangli situata ai due lati della colonna vertebrale (la catena gangliare latero-vertebrale). Nella catena gangliare, la maggior parte dei neuroni contrae sinapsi con un altro neurone (il neurone post-gangliare). Alcune fibre pregangliari si portano ad altri gangli, al di fuori della catena simpatica, e vi contraggono sinapsi. Il neurone post-gangliare proietta quindi al "bersaglio": un muscolo (liscio o cardiaco) o una ghiandola.
Ancora due informazioni sul Sistema Nevoso Simpatico: il neurotrasmettitore della sinapsi gangliare è l'acetilcolina, mentre quello della sinapsi post-gangliare è la noradrenalina. (Naturalmete, c'è anche un'eccezione: il neurone simpatico post-gangliare che termina sulle ghiadole sudoripare usa acetilcolina).

Sistema parasimpatico (o craniosacrale)
E' una bella giornata di sole e stai facendo una piacevole passeggiata nel bosco. Questa volta metti in atto una risposta di "riposo e digestione". Adesso entra in azione il parasimpatico, che risparmia energia, diminuisce la pressione del sangue e la frequenza cardiaca ed avvia i processi digestivi.
I corpi cellulari del primo neurone parasimpatico sono localizzati nel midollo spinale (regione sacrale) e nel bulbo. Nel bulbo, i nervi cranici III, VII, IX e X contengono le fibre pregangliari. Le fibre pregangliari del bulbo e del midollo spinale terminano in gangli che si trovano molto vicini al bersaglio finale e vi contraggono sinapsi. Qui il neurotrasmettitore è l'acetilcolina. Il neurone post-gangliare parte da questi gangli e si porta all'organo bersaglio dove libera, nuovamente, acetilcolina.
Gli effetti della stimolazione simpatica e parasimpatica sono generalmente opposti: quando un sistema è eccitatorio l'altro è inibitorio, e viceversa.
Il parasimpatico è una delle due branche del sistema nervoso autonomo o vegetativo (SNA), che interviene nel controllo di funzioni corporee involontarie.
Il sistema parasimpatico stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l'immagazzinamento di energia; presiede ad un sistema di adattamento definito - in termini anglosassoni - "rest and digest" (riposo e digestione). In seguito agli stimoli del sistema parasimpatico, aumentano le secrezioni digestive (salivari, gastriche, biliari, enteriche e pancreatiche), l'attività peristaltica viene esaltata, la pupilla si restringe, diminuisce la frequenza cardiaca, si costringono i bronchi e viene favorita la minzione.
Il sistema parasimpatico si contrappone, in tal senso, all'altra branca del sistema nervoso autonomo, denominata sistema simpatico, che favorisce l'eccitazione e l'attività fisica. Il più delle volte l'azione dei due sistemi è finemente bilanciata, senza una netta prevalenza dell'uno rispetto all'altro .
Dal punto di vista anatomico, i nervi del sistema nervoso parasimpatico si distribuiscono ai vasi sanguigni, alle ghiandole salivari, al cuore, ai polmoni, all'intestino, agli organi genitali, agli occhi, alle ghiandole lacrimali e salivari ed a numerosi altri organi e tessuti.
A differenza di quanto avviene nel sistema nervoso somatico (volontario), gli impulsi del sistema vegetativo raggiungono i visceri attraverso due neuroni, il primo dei quali è situato nel sistema nervoso centrale, mentre il secondo si trova nel sistema nervoso periferico. In particolare, per quanto riguarda il sistema parasimpatico, le fibre nervose del primo neurone (detto NEURONE PREGANGLIARE) originano dal tronco dell'encefalo e dal tratto sacrale del midollo spinale (S1-S4). A differenza di quanto avviene per i neuroni del sistema nervoso simpatico, gli assoni si dirigono a gangli posti in LONTANANZA dal midollo spinale, quindi in prossimità degli organi da innervare. A questo livello contraggono sinapsi con il neurone postgangliare, che essendo posto in vicinanza o addirittura sulla parete degli organi bersaglio si caratterizza per un assone molto più corto rispetto a quello del neurone pregangliare (l'esatto contrario di quanto visto per i neuroni simpatici).
Di norma, sia il neurone pregangliare che quello postgangliare utilizzano come neurotrasmettitore l'acetilcolina.
Il Sistema Nervoso Autonomo è SEMPRE in attività, e non soltanto durante le reazioni di "attacco o fuga" o "riposo e digestione". Il SNA agisce, infatti, per mantenere normale l'attività degli organi.
Il Sistema Nervoso Enterico è la terza suddivisione del SNA ed è costituito da plessi di fibre che innervano il tratto gastgrointestinale, il pancreas e la cistifellea  e lavora collaborando col Sistema Nervoso Somatico.

domenica 3 febbraio 2013

Alla scoperta del corpo umano...



Cenni di fisiologia del sistema nervoso
Struttura e funzioni 


Il sistema nervoso agisce nella coordinazione di tutte le attività del nostro organismo dalle più banali, come muovere un dito, alle più complesse. Ogni pensiero, ogni gesto, ogni attività è avviata e coordinata grazie al sistema nervoso ed esso agisce con una latenza anche di frazioni di secondo, permettendo risposte immediate alle diverse situazioni. Il sistema nervoso controlla le attività più rapide dell’organismo, segnatamente quelle motorie. Le caratteristiche di base di un sistema nervoso si possono già rintracciare ai livelli più bassi della scala animale. Ad esempio nei tentacoli di un anemone di mare si trovano elementi nervosi che con una estremità raggiungono superfici del tentacolo e con l’altra si mettono in contatto con le strutture muscolari che lo fanno muovere. Ad un livello di sviluppo appena superiore le funzioni sensitive e motorie vengono svolte da elementi nervosi diversi: uno più superficiale avverte gli stimoli (neurone sensitivo) e uno più profondo provoca le contrazioni muscolari (neurone motorio). Il neurone sensitivo eccita il neurone motorio tramite una struttura specializzata chiamata sinapsi





Il sistema nervoso centrale è costituito dal midollo spinale, lungo ed esile, racchiuso nel canale vertebrale, e dall’encefalo, racchiuso nella scatola cranica.
Nell’encefalo si distinguono varie parti: in continuità con il midollo spinale vi è il bulbo, sopra il quale vi è il ponte e, posteriormente a questo, il cervelletto.
Il cervelletto contiene due emisferi cerebellari coperti dalla corteccia cerebellare. Si riconoscono i lobi anteriore, posteriore, il lobo flocculomodulare e il verme. I nuclei profondi sono localizzati all’interno degli emisferi cerebellari, ricevono fibre dalla corteccia cerebellare e inviano fibre al ponte.
Nel bulbo e nel ponte vi sono importanti centri della vita vegetativa, quali i centri respiratori e i centri di regolazione delle attività cardiovascolari e centri di regolazione del  tono muscolare. Il cervelletto svolge un ruolo importante nella coordinazione delle attività motorie.
Il ponte è rostrale al bulbo, caudale al mesencefalo e ventrale al cervelletto. Contiene nuclei e fibre da e per il cervelletto. Invia anche fibre alla corteccia cerebrale. Le funzioni del ponte sono: sonno, regolazione del livello globale di attivazione cerebrale.
Il bulbo è la porzione più caudale del cervello che confina con il midollo spinale; contiene nuclei della formazione reticolare. Le sue funzioni sono: sonno, arousal, regolazione della respirazione, frequenza cardiaca, pressione sanguigna.
Sopra il ponte vi è il mesencefalo implicato nella regolazione delle attività motorie e nell’integrazione di importanti riflessi posturali, e cioè di attività automatiche che permettono di assumere e mantenere una posizione normale rispetto alla forza di gravità. Bulbo, ponte  e mesencefalo costituiscono il tronco dell’encefalo che è sede dei muscoli di origine, dei nuclei di origine, dei nervi cranici ed è attraversato in tutta la sua lunghezza dalla formazione reticolare, una rete nervosa che controlla il livello generale di vigilanza e attività. Sopra il mesencefalo vi è il diencefalo che può essere separato in due strutture: ipotalamo e talamo. L’ipotalamo svolge un ruolo importante nelle reazioni emotive e affettive dell’individuo, regola le attività sessuali, l’assunzione di acqua e cibo e la termoregolazione. L`ipotalamo è una regione del cervello situata medialmente e profondamente, in corrispondenza del mesencefalo. Risulta composto da alcuni nuclei di materia grigia collegati fra di loro e con i centri più elevati da una complicata rete di fibre nervose. La sua funzione più nota consiste nel regolare la secrezione dell`ipofisi. L’ipotalamo secerne due ormoni che si accumulano nell’ipofisi prima di venire immessi nel sangue: l’ormone antidiuretico, o vasopressina, che impedisce un’eccessiva perdita d’acqua nelle urine, e l’ossitocina, che stimola le contrazioni uterine durante il parto. Le patologie a carico dell’ipotalamo sono legate a quelle dell’ ipofisi e possono tradursi in vari disturbi della funzionalità ormonale.
Il talamo raccoglie tutta la sensibilità dell’organismo, la organizza per regioni corporee, e la proietta alle aree specializzate della corteccia cerebrale. Questa struttura del cervello è coinvolta nella ricezione delle informazioni nervose. Le due parti del talamo, situate ai lati del terzo ventricolo, nella regione centrale del cervello, sono i più voluminosi nuclei grigi cerebrali. Entrambe le sezioni sono suddivise in numerosi nuclei più piccoli: i più importanti sono il pulvinar (estremità posteriore del talamo) e i due corpi genicolati, esterno e interno, protuberanze del pulvinar.
Il talamo è un centro nervoso che svolge un ruolo di integrazione in gran parte delle funzioni nervose. Riceve le informazioni sensitive provenienti dagli altri centri nervosi e le analizza, per poi trasmetterle alla corteccia cerebrale. Più precisamente, il pulvinar interviene nello schema corporeo (coscienza globale del corpo), mentre i corpi genicolati fungono da centri di collegamento lungo le vie nervose visiva e uditiva.
Il talamo può essere la sede di episodi di ictus, responsabili di una sindrome talamica: emiparesi (paralisi unilaterale minima), deficit sensoriale globale, disturbo sensoriale nel quale qualsiasi stimolazione viene percepita come dolorosa, emianopsia (compromissione di una metà del campo visivo).

Sindrome talamica: nella cosiddetta sindrome talamica vi può essere una abolizione o diminuzione generale di tutte le forme di sensibilità, mentre la soglia degli stimoli dolorosi, termici e tattili, spesso aumenta nel lato opposto alla lesione, provocando sensazioni esagerate, penosissime e pervertite. Anche i suoni melodiosi possono provocare sensazioni insopportabili. Vi è spesso un dolore centrale intrattabile, che non risponde agli analgesici. La maggiore sensibilità agli stimoli dolorosi è nettamente aumentata negli stati di tensione emotiva, e questo dipende dal fatto che la sensazione dolorosa è trasmessa dal talamo, ma elaborata dalla corteccia cerebrale.
La parte più alta del sistema è il telencefalo, costituito da due emisferi cerebrali connessi tra loro dal corpo calloso. Mesencefalo , diencefalo e telencefalo costituiscono il cervello propriamente detto. Gli emisferi presentano all’esterno la corteccia cerebrale ed in profondità i gangli della base. La corteccia è la base delle attività nervose superiori, sia sensitive che motorie e cognitive. I gangli della base non hanno una  fisiologia del tutto chiarita, ma sembrano implicati nella programmazione e nel controllo del movimento volontario; probabilmente partecipano anche ad alcuni processi cognitivi.
Vi sono vie di connessione che partono dal midollo spinale e percorrono tutto il sistema fino alla corteccia, portando informazioni sulle condizioni in cui si trova l’organismo e sugli stimoli che agiscono su di esso.
Una ulteriore divisione distingue il sistema nervoso in: sistema nervoso centrale SNC e sistema nervoso periferico SNP.
Il sistema nervoso centrale è costituito da cervello e midollo spinale mentre il sistema nervoso periferico da nervi e gangli.
Il sistema nervoso centrale è rivestito dalle meningi (dura madre, membrana aracnoidea, pia madre). Sotto la membrana aracnoidea, nei ventricoli cerebrali, vi è il liquido cerebrospinale o liquor vi scorre all’interno. Liquor e ventricoli svolgono la funzione di ammortizzatori per il sistema nervoso centrale.
Il tubo neurale primitivo evidenzia ulteriori tre divisioni:
-          Proencefalo (telencefalo e diencefalo)
-          Mesencefalo
-          Romboencefalo (ponte, midollo allungato e cervelletto).
Il proencefalo è costituito dal telencefalo e diencefalo. Il telencefalo comprende la corteccia cerebrale , il sistema limbico e i gangli di base. La corteccia cerebrale è suddivisa nei lobi frontali (movimento, piani di azione e recupero tracce mnestetiche deboli) e lobi parietale, occipitale e temporale (percezione e memoria).
Il sistema limbico comprende la corteccia limbica, l’ippocampo, l’amigdala (emozione, motivazione e apprendimento).
Il diencefalo comprende, come già detto,  il talamo che distribuisce e regola il flusso di informazioni da e per la corteccia cerebrale e l’ipotalamo che controlla il sistema endocrino e modula i comportamenti istintuali. I gangli della base sono strutture sottocorticali (fluidità dei movimenti e transizione tra diversi piani motori). I gangli della base svolgono funzioni cognitivo – motorie in cooperazione con la corteccia frontale. Nei gangli distinguiamo: il nucleo caudato, il globo pallido e il putamen (degenerazione dei neuroni in queste parti porta alla malattia di Parkinson).
Il talamo distribuisce e regola il flusso di informazioni da e per la corteccia. È diviso in parecchi nuclei (sensoriali e motori). Altri nuclei (reticolari) proiettano a tutta la corteccia e sono implicati nei ritmi sonno-veglia e nella vigilanza.
Il mesencefalo avvolge l’acquedotto cerebrale ed è composto dal tetto (udito, controllo dei riflessi visivi, reazioni agli stimoli) e dal  tegmento. Il tegmento è costituito da una formazione reticolare (ritmo sonno veglia, stati della veglia, movimenti), la sostanza periacqueduttale (comportamenti specifici, anestesia), il nucleo rosso e la sostanza nera (movimento).
Il tetto comprende i collicoli superiori e inferiori. I collicoli superiori svolgono funzione di integrazione visuomotorie per attività automatiche.
I collicoli inferiori svolgono simili funzioni di integrazione audio-motoria (riflessi audio-visivi e reazioni automatiche agli stimoli in movimento).
il romboencefalo avvolge il quarto ventricolo e comprende cervelletto, ponte e bulbo .
il cervelletto contiene due emisferi cerebellari coperti dalla corteccia cerebellare. Si riconoscono i lobi anteriore, posteriore, il lobo flocculomodulare e il verme. I nuclei profondi sono localizzati all’interno degli emisferi cerebellari. ricevono fibre dalla corteccia cerebellare e inviano fibre al ponte.


Note: 
Sinapsi: Giunzione che si stabilisce tra le terminazioni di due cellule nervose, e tra la fibra nervosa   e l'organo periferico di reazione.
Rostrale: estremità anteriore del capo
Caudale: sotto, della coda
Arousal: attivazione cerebrale.

Continua

sabato 10 novembre 2012

Curiosità: Cartesio e la ghiandola pineale, l'unica a non essere doppia.

Il primo riferimento alla ghiandola pineale si trova in Galeno (2° secolo d.C.), che la classificò fra le ghiandole di sostegno, non adibita a una funzione umorale e priva pertanto di un ruolo nella distribuzione del pneuma psichico. In epoca moderna, Cartesio la ritenne la principale sede dell'anima e del senso comune, in base a considerazioni anatomofisiologiche (è l'unica parte del cervello a non essere doppia, collocata all'incirca al centro della sostanza cerebrale, mobilissima, di costituzione molle e molto ricca di spiriti animali); secondo la spiegazione cartesiana delle funzioni sensomotorie dell'organismo, alla ghiandola pineale giungono gli stimoli sensoriali attraverso gli spiriti animali contenuti nelle cavità cerebrali; a sua volta la ghiandola, così sollecitata, invia attraverso i nervi gli spiriti animali nei muscoli, provocando i movimenti. L'ipotesi cartesiana ricevette ben presto critiche sia da parte filosofica sia da parte medica, finché N. Stenone, nel 1665, ne dimostrò l'infondatezza dei presupposti anatomici.


La funzione dell'epifisi rimase comunque in discussione e furono formulate ipotesi diverse, non sempre fondate su basi scientifiche: per es., è stata interpretata come un semplice organo vestigiale, simile al terzo occhio di Vertebrati inferiori, o come un organo in grado di produrre fattori inibitori della crescita o della maturazione sessuale, o fattori che potrebbero curare la schizofrenia o regolare lo schiarimento della cute. Nel 1898 O. Hübner, sulla base di osservazioni condotte su un bambino che presentava una pubertà prematura e che poco dopo morì per un tumore all'epifisi, ipotizzò che la ghiandola potesse produrre una sostanza in grado di inibire la maturazione sessuale fino a una certa età. Solo nel 1958 venne isolato un ormone prodotto dall'epifisi: la melatonina, un aminoacido modificato derivato dalla serotonina. È ormai evidente che, oltre alla funzione descritta da Hübner, la melatonina ha anche altri effetti, anche se il suo significato fisiologico non è ancora completamente chiarito.

Galeno

Il simbolismo della Ghiandola Pineale
Un viaggio appassionante nelle culture, nel tempo e nello spazio alla ricerca dei simboli – pigna e occhio – legati alla ghiandola pineale: dai Sumeri all’antico Egitto, passando per le rappresentazioni del Buddha, di Shiva e del potere papale...

Riccardo Tristano Tuis - 11/10/2011

Il simbolismo della Ghiandola Pineale

Tratto da Scienza e Conoscenza 32.

Il passato è uno spazio-tempo alquanto misterioso ed indecifrabile e la moderna archeologia arranca nel fornire plausibili spiegazioni a molti dei suoi misteri. Uno tra i più noti è come sia possibile che culture apparentemente slegate tra loro abbiano utilizzato le stesse peculiari architetture: le piramidi. In aree geografiche come Egitto, sud America, sud-est asiatico, Cina e perfino in Serbia (cfr. Scienza e Conoscenza n.28) ci sono piramidi di colossali dimensioni molto simili tra loro. Tutte sono state costruite sopra corsi d’acqua sotterranei e/o caverne naturali o artificiali munite di tunnel. Tutte presentano la caratteristica di fungere da ciclopici ionizzatori e da risonatori di armoniche che vanno dagli inudibili 16 Hz fino a qualche centinaio di hertz con una predilezione ─ delle piramidi egizie ─ per le frequenze con cui intoniamo il Si ed il Do tra la seconda e la terza ottava del La corista. Ancora non si sono comprese le ragioni di questa somiglianza costruttiva, ma gli esponenti del pensiero convenzionale spesso tentano di discreditare i legittimi interrogativi su questo fenomeno globale, invalidando perfino i dati scientifici emersi dalle ricerche di fisici e geologi che minano i dogmi ufficiali. Naturalmente il tema di questo articolo non è le piramidi, ma un altro fenomeno multiculturale ─ per molti versi correlato alle piramidi ─ che come queste ultime è presente in culture profondamente diverse e distanti tra loro.
Il soggetto del nostro indagare è la più popolare tra le ghiandole endocrine: l’Epifisi, meglio conosciuta come ghiandola Pineale.
Immedesimandomi nelle figure di Indiana Jones e Robert Langton –lo studioso dei simboli nel best seller Il codice Da Vinci di Dan Brown – sono andato alla ricerca di uno specifico simbolismo occulto presente in molte antiche culture sparse nel globo. Di fatto il tema che tratteremo in questa sede si presenta sottoforma di simboli presenti nell’arte o nei metodi canonici della trasmissione della conoscenza: le tavolette, le incisioni nelle pareti dei templi o dei palazzi, le statue, i dipinti o gli oggetti usati a scopo rituale. A volte accade che questi simboli li abbiamo davanti agli occhi, ma non abbiamo una chiave di lettura per codificare i codici ripetutamente presenti nelle diverse opere di molti antichi popoli.

L’iconografia della pigna
Le culture del passato associavano quella che noi oggi chiamiamo Epifisi ad un organo preposto alla maggior chiarezza mentale ed alla visione interiore. Per Cartesio la ghiandola Pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono. Dopo decenni di profonda ignoranza in merito, le neuroscienze hanno smesso di trattare la ghiandola Pineale alla stregua di un’inutile appendice del cervello: il “vaso di Pandora” di questa incredibile ghiandola endocrina, che riceve il più abbondante flusso sanguigno di qualsiasi altra ghiandola nel corpo, è stato finalmente aperto. Negli ultimi decenni si è scoperto che l’Epifisi è responsabile del nostro ciclo di veglia/sonno, del nostro invecchiamento, di stati a più alta coerenza neurale (maggior chiarezza mentale). Inoltre la Pineale è una ghiandola è fotosensibile, essendo munita, nella parte interiore, di bastoncelli simili a quelli della retina dell’occhio. Il soprannome mistico di terzo occhio è dunque alquanto azzeccato per la Pineale e ci si chiede come, in epoche in cui non c’era un microscopio elettronico che potesse analizzare il suo tessuto cellulare, si sia arrivati a darle questo nome. Forse a quei tempi non c’era bisogno di un “tool” esterno per analizzare la natura delle cose e chissà forse la scienza era intesa come una fusione esperienziale con l’oggetto dell’osservazione. Aldilà di questa accattivante congettura sulla protoscienza, più di un ricercatore si è chiesto perché nell’iconografia e nel simbolismo iniziatico molte culture rappresentino i loro Dei con l’immagine del cono di pigna. La risposta è stata che il cono di pigna rappresenta la ghiandola Pineale, il suo peculiare rilascio endocrino ed è il segno di distinzione di un’élite spirituale.

Sumeri e assiro-babilonesi
I sumeri furono tra i primi a immortalarla come cono di pigna in mano ai loro Dei. I sumeri, popolo con attitudini simili a quelle egiziane, criptavano le informazioni nelle immagini scolpite e nei sigilli. Anche gli assiro-babilonesi hanno spesso raffigurato il loro dio Tamus con in mano una pigna ma, in alcuni casi, bisogna fare attenzione quando il cono di pigna viene tenuto in mano poiché spesso può rappresentare la shem-un-Na dei babilonesi o il MFKZT egizio, nomi dati alla polvere bianca d’oro con cui i reali si nutrivano per aumentare il rilascio endocrino dell’Epifisi e raggiungere stati di coscienza superiori. Mescolata a focacce preparate in forma conica, o sospesa in acqua, la polvere d’oro era un supplemento ingerito dai re e dai faraoni. Era riverita come l’alimento del corpo di luce (il ka) ed era ritenuta capace di incrementare le attitudini generali della leadership, quali consapevolezza, percezione e intuizione. Veniva inoltre considerata una chiave per la longevità attiva.

Egizi e romani
Il simbolismo sulla Pineale è presente nella cultura egizia, e Osiride, il signore della morte e dell’oltretomba, la presenta nel suo bastone regale con sopra il cono di pigna. Anche tra i greci e i romani il Dio Bacco/Dionisio è a volte rappresentato con un bastone con il cono di pigna. È interessante notare come il Dio dell’ebbrezza venga mostrato con questo bastone; l’ebbrezza è associata principalmente all’alcool – chiamato anche spirito: forse questo è dovuto al fatto che l’alcool veniva usato nelle cerimonie per abbassare i veli della personalità degli iniziati ai misteri dionisiaci ed eleusini. In questo modo i candidati ricevevano l’iniziazione senza modelli neurali consolidati e solo successivamente veniva loro dato il kikeon, bevanda sacra psicoattiva, per attivare le funzioni dell’Epifisi e permettere al celebrante di entrare in epifania con il Mistero.

Il Pontefice, Shiva e il Buddha
L’onnipresente bastone con il cono di pigna è stato usato anche dai pontefici della chiesa cristiana ed è certamente un retaggio gnostico collegato al simbolo del caduceo, usato anche dall’odierna medicina. Il simbolismo del caduceo è stato spesso interpretato sia come la rappresentazione della doppia elica del DNA, sia della kundalini che sale fino a raggiungere la Pineale.
La celebre maschera funebre di Tut Ank Aton (Tutankamon), con il cobra che s’innalza al centro della fronte, ricorda la kundalini che raggiunge la Pineale. Anche la capigliatura del dio Shiva ricorda un cono di pigna e il serpente che s’innalza tra i suoi capelli richiama alla mente il serpente della maschera di Tut Ank Aton o di Akhnaton. Anche il Buddha non è immune dalla rappresentazione con i capelli a forma di cono di pigna.

Tra piazze e fontane
Il simbolismo della pigna è presente anche in molte zone d’Europa, Italia compresa, e si nota nelle fontane, nelle statue o in abbellimenti nelle ville o nei giardini dei nobili (forse questa eredità è dovuta all’influenza cosmopolita dei templari?). A volte, nelle scalinate o nelle colonne dei cancelli dei palazzi antichi potete trovare l’immagine della pigna. È chiaro che una colonna con sopra una pigna sembra a tutti gli effetti la rappresentazione del bastone usato dagli antichi Dei. In ambito massonico, nei manifesti del libero muratore l’iconografia del bastone con la pigna sembra velatamente rappresentata dalle due colonne Bohaz e Jakin sormontate da sfere o mappamondi.
Rimanendo sempre nella nostra penisola, anche lo Stato del Vaticano non è immune a questo antico simbolismo: nella Corte della Pigna si trova un’immensa statua raffigurante una pigna con a fianco due ibis che domina un sarcofago aperto, come quello presente nella camera del Re della Grande Piramide. Per l’archeologia eretica il sarcofago nella Camera del Re veniva impiegato nelle iniziazioni della Scuola Misterica di Tuthmosis III e di altri dopo di lui. Alcuni hanno interpretato questa corrispondenza in Vaticano come il messaggio che anche la morte fisica può venire sconfitta se la ghiandola Pineale è completamente attivata. Se prendiamo alla lettera questa interpretazione dovremmo chiedere un parere ai biologi e vedere l’eventuale sinergia tra i neurormoni della giovinezza “secretati” dalla Pineale, come  la melatonina e la somatropina,  e la rigenerazione dovuta all’enzima  della telomerasi, responsabile dell’integrità cromosomica e della replicazione cellulare. Ho volutamente usato il termine “secretati” per sottolineare l’affascinante tesi dello studioso Laurence Gardner secondo cui termini come secrezione o secretare, utilizzati per definire il rilascio endocrino della Pineale, sono connessi al fatto che tale rilascio attiva uno stato di consapevolezza superiore che permette di conoscere i segreti della Natura. Le parole sono da sempre i simboli per eccellenza e pertanto conoscere a fondo l’etimo e la grafia di una lingua significa recuperare antiche conoscenze dimenticate.
L’occhio di RaLa Pineale, oltre al simbolismo della pigna, è stata associata da alcuni allocchio di Ra, locchio che tutto vede. Locchio di Ra, o occhio di Horus, sembra sia un riferimento alle scuole misteriche egizie che iniziavano i loro discepoli all’apertura del terzo occhio, detto anche occhio singolo. Nei simboli l’occhio che tutto vede – che non ha segreti perché le secrezioni neuroendocrine della Pineale permettono la più alta conoscenza – è spesso racchiuso all’interno di una piramide oppure tra due ali (Sole alato). L’iconografia egizia dell’occhio racchiuso nella piramide è divenuta nel tempo uno dei modelli usati dagli artisti del Medioevo per raffigurare il Dio cristiano. Questo simbolo è stato ripreso dalla moderna Massoneria – con l’occhio destro racchiuso nel delta radiante – e riproposto esplicitamente nella banconota da un dollaro americano.
Inversione dei poli e iniziazione globale. Concludo questa piccola panoramica sull’Epifisi ricordando che il geologo russo Alexey Dmitriev ha dimostrato come il sistema solare stia entrando in una nuova area energetica di plasma magnetizzato, possibile responsabile dei cambiamenti che avvengono sulla Terra. Secondo Dmitriev tutto questo cambierà non solo il nostro clima e non solo lo stato magnetico del nostro pianeta, ma provocherà anche una spontanea evoluzione di massa. Il mutamento magnetico influisce sulla ghiandola Pineale che, così sollecitata, inizia a rilasciare sostanze neuro-chimiche dall'effetto allucinogeno: la maggior parte delle persone avrà visioni ed esperienze paranormali. Un’ipotesi certamente affascinante, quella di un’iniziazione globale del pianeta. Certo è che la Terra ne avrebbe davvero un gran bisogno.
Tratto da Scienza e Conoscenza 32.