giovedì 25 aprile 2013

L'onda perfetta di Sergio Bambarén



[...]
"Hai mai sentito parlare dell'uccello delle tempeste?"
"No, SImon"
"è un uccellino grigio scuro chiamato anche procellaria, non più grande del palmo della mia mano. Ogni anno questi minuscoli volatili marini iniziano la loro migrazione dall'Artico, a nord delle isole giapponesi e molto vicino alla tundra siberiana, in stormi di decine di migliaia di esemplari, e sorvolano l'oceano fino alle isole del Pacifico meridionale e la Tasmania, dove nidificano durante la stagione invernale. Coprono qualcosa come quindicimila chilometri, guidati soltanto dall'istinto millenario della loro specie. Per tutto il loro viaggio frazionato a tappe fino a quattrocento chilometri , volano in formazione. Ogni membro dello stormo sa esattamente quale posizione gli compete. Gli uccelli si fermanno a mangiare e riposarsi in luoghi che sono stati visitati regolarmente dai loro antenati, ma non da loro. Per lo più raggiungono quelle isole per la prima volta, eppure sanno come arrivarvi! che cosa li guida così, a colpo sicuro, su una lingua di terra talmente sottile che perfino un aereo non sarebbe in grado di individuarla senza le più sofisticate apparecchiature radar?
L'istinto amico. Giungono alla loro destinazione perchè sanno di poterlo fare, perchè sanno dove stanno andando."
Simon si interruppe per bere un sorso di porto , poi continuò,
"E la straordinarietà dell'uccello delle tempeste non finisce qui. Il bello viene quando lo stormo di migliaia di uccelli raggiunge le calde isole tropicali del Pacifico meridionale, volando insieme ala contro ala, alla velocità di oltre trenta nodi. All'improvviso, senza una ragione apparente, in pieno volo, lo stormo si disperde nel giro di pochi secondi. ALcuni terminano il loro viaggio alle isole Figi, altri in Nuova Caledonia, altri ancora virano alla volta delle isole Cook e della Tasmania. Per qualche motivo a noi incomprensibile, sanno di essere arrivati. E invece di fidarsi di occhi che non riescono a scorgere terra in nessuna direzione, [b]si affidano al loro istinto e ciascuno segue l'unica rotta che è giusta per quel singolo uccello. L'individualità riemerge solo alla fine del viaggio. Riesci a immaginare che cosa accadrebbe a quegli uccelli prodigiosi se uno dello stormo cominciasse a dire: 'guardiamo le mappe per sapere dove ci troviamo, così ci sarà molto più facile raggiungere la nostra meta?'
Non sarebbero più in grado di ascoltare la loro voce interiore e si dovrebbero affidare a qualcosa di esterno. Comincerebbero  a litigare fra loro, a scontrarsi in aria, a perdere l'orientamento. Perchè sfidare la propria natura, quando essa ci sa guidare così bene?
E lo stesso dovrebbe valere per gli esseri umani.
Proprio come uno stormo di uccelli delle tempeste, iniziamo a volare insieme perchè dobbiamo svilupparci, ma poi viene un momento in cui ciascuno di Noi dovrebbe ascoltare il proprio cuore, cercare il proprio destino, e come quei magnifici uccelli dovremmo separarci e andare ognuno per la sua strada. Purtroppo , nella maggioranza dei casi non ci è possibile farlo. Veniamo educati a vivere in un certo modo, e questo imposta la nostra esistenza per i successivi dieci o quindici anni. Quando poi finalmente ci rendiamo conto della verità e scopriamo di essere differenti dalla persona che ci chiedono di essere, pensiamo che ormai sia troppo tardi per riscoprire la nostra vera identità. In alcuni casi, tragicamente, l'istinto e la verità che ognuno si porta dentro taceranno per sempre.
Ma non è mai troppo tardi, amico. Solo, più si aspetta ad andare alla ricerca di se stessi, più il percorso si riempie di ostacoli.
Thomas Edison venne espulso da scuola per cinque volte. Isaac Newton non riusciva ad arrivare al termine di una lezione senza addormentarsi. E Albert Einstein non badava minimamente al proprio aspetto fisico eppure scoprì la teoria della relatività, la legge che governa il nostro mondo fisico. Tutte queste persone si sono sempre comportate come sentivano che era giusto per loro, e quindi hanno iniziato il loro percorso di riscoperta dell'io molto prima di tanti altri. E' per questo che sono riusciti a fare tanti progressi nell'arco di una vita."
"che cosa stai dicendo, Simon? Che dovremmo essere ciò che sentiamo di essere, indipendentemente da quel che pensano gli altri?"
"Proprio così. E' della tua vita che si sta parlando, e credimi, quando verrà il momento di rendere conto di ciò che ne hai fatto, tutti quelli che ti hanno detto che dovevi comportarti in un certo modo non saranno lì a difenderti, perchè è il tuo destino quello che stai costruendo, mai quello di qualcun altro"
Mi guardò, e con quel sorriso che avevo imparato ad ammirare tanto, concluse: "La felicità non va inseguita, ma è un fiore da cogliere ogni giorno, perchè essa è sempre intorno a Te. Basta accorgersene"!
[...] 



…Nessuno è in grado di dirti che cosa sia meglio per te,
come riguadagnare la tua felicità.
L’unica cosa che posso fare è suggerirti il modo migliore per prendere la giusta decisione.
In che modo prendevi le tue decisioni quando eri bambino?
Quando si è giovani le decisioni si prendono con il cuore.
Le cose si fanno e basta, senza stare troppo a pensarci.
E’ quello che chiamiamo istinto, e purtroppo perdiamo questa nostra preziosa dote innata
quando cominciamo a condizionare noi stessi e il nostro pensiero.
Non c’è niente di sbagliato nell’avere regole da seguire.
Qualcuno ha detto che la ragione per cui gli esseri umani sono superiori alle altre creature è che sono in grado di prendere decisioni per mezzo del ragionamento,
mentre glia animali si basano esclusivamente sull’istinto.
Io credo che per essere veramente superiori dovremmo trovare il giusto equilibrio
tra istinto e ragione.
[...]


Nessun commento:

Posta un commento