mercoledì 6 febbraio 2013

Alla scoperta del corpo umano...



Cenni di fisiologia : Il controllo della mobilità volontaria

La via piramidale è la via motrice primaria i quali neuroni fanno parte dell' area 4 della corteccia cerebrale. Di qui partono le fibre che compongono la via piramidale ed il fascio genicolato. Quest'ultimo prende sinapsi con i nuclei dei nervi encefalici a capo dei movimenti volontari di capo e collo. La via piramidale scende fino al bulbo del tronco encefalico, a livello delle piramidi bulbari, dove si divide in due fasci, il fascio piramidale diretto e crociato che terminano entrambi nelle corna anteriori eterolaterali del grigio spinale.
La funzione della via piramidale è quella di presiedere ai movimenti volontari di tutto il corpo. Questi movimenti tuttavia risultano altamente imprecisi. A garantire movimenti precisi sono le vie extrapiramidali.
Le vie extrapiramidali sono una serie di vie motorie non dirette che originano dall' area 6 della corteccia cerebrale. Di qui le fibre possono prendere contatto con corpo striato, globo pallido, nucleo rosso, sostanza nera del Sommering, nuclei della base del ponte, cervelletto, talamo, nuclei tegmentali e formazione reticolare, a formare una serie di vie di controllo dei movimenti volontari.
La funzione è quella di permettere di effettuare movimenti di precisione quali afferrare un oggetto fragile, suonare uno strumento oppure scrivere, o meglio centrare i tasti della tastiera.
Pertanto, una lesione della sostanza nera provoca una patologia, la paralisi agitante, meglio conosciuta come morbo di Parkinson.

La via piramidale
Una delle principali vie discendenti è la via piramidale (detta anche via corticospinale), così chiamata perché passa attraverso le piramidi, formazioni situate a livello del bulbo. Tale via presenta due porzioni:
Via cortico-nucleare (che si ferma nel bulbo), destinata ai nuclei dei nervi
   cranici;
Via cortico-spinale propriamente detta, che giunge fino agli ultimi mielomeri del
   midollo spinale.
Ne consegue che le fibre di quest'ultima via sono molto lunghe. A livello delle piramidi del bulbo, gran parte delle fibre della via piramidale si incrocia e decorre nei cordoni laterali del midollo spinale, ma vi è anche una piccola porzione di fibre (dal 5% al 15%) che rimane omolaterale. Queste sono state scoperte relativamente di recente, osservando che, in caso di lesioni della zona corticale (per esempio nella parte destra) che provocano una paralisi, si ha un parziale recupero del movimento. Infatti, le fibre non crociate mantengono la loro funzionalità e sostituiscono in parte quelle danneggiate. Questo fenomeno ha un andamento soggettivo, in quanto il numero di fibre che non si incrociano varia da individuo a individuo. Il contingente di fibre destinato al cordone anteriore non si incrocia nel bulbo, ma si incrocia appena arriva a destinazione; dunque, questo fascio è funzionalmente crociato e si estingue a livello dei primi mielomeri toracici, in quanto è deputato all'innervazione dei muscoli rotatori, estensori e flessori del capo, estremamente importanti per la vita di relazione: ad esempio, permettono di seguire lo sguardo e, inoltre, presentano collegamenti con molti recettori coinvolti nella regolazione del movimento, in collaborazione con altre vie discendenti.
Le fibre della via piramidale (circa un milione) hanno come bersaglio, non solo i motoneuroni, ma anche le cellule di Renshaw e tutti quegli interneuroni che servono a regolare il movimento (a inibire il muscolo oppure a eccitare il muscolo antagonista); ci sono anche delle fibre che provengono dalle aree sensitive dell'encefalo (lobo parietale), che hanno l'importante funzione, ad esempio, di far sì che, durante i movimenti lenti della mano, la percezione sensitiva sia massima, mentre durante i movimenti più rapidi, sia minore. Non solo, le vie piramidali servono anche a ridurre, fino a un certo punto, il passaggio del dolore: quando si è in una situazione di assoluta stanchezza, le vie provenienti dalle aree sensitive provocano un aumento della soglia del dolore.
Nell'area motrice primaria sono presenti delle cellule piramidali giganti, dette cellule di Betz, che danno origine a delle fibre molto grosse e particolari, circa il 6% del totale, destinate all'innervazione dei muscoli anti gravitari degli arti.

Le vie extrapiramidali
Un altro grosso contingente di vie discendenti, come abbiamo visto, è rappresentato dalle fibre delle vie extrapiramidali. Queste hanno diversi fasci, tra cui il più importante è quello "reticolo-spinale", che ha due contingenti:
• uno decorre nel cordone laterale e si chiama "fascio bulbo reticolare" perché
  proviene dalla sostanza reticolare del bulbo;
• l'altro decorre nel cordone anteriore e proviene dalla sostanza reticolare del
   mesencefalo e del ponte.
Tali fasci sono estremamente importanti. Le vie reticolo-spinali anteriori, infatti, sono quelle che eccitano gli estensori regolando il tono estensorio; di conseguenza, in caso di danno del midollo spinale, si può avere una lesione di tali vie che provoca lo sviluppo di una paralisi spastica in flessione, impedendo così la deambulazione.
Un altro fascio molto importante delle vie extrapiramidali è quello "vestibolo-spinale". Anche questi fasci sono duplicati nel cordone anteriore ed in quello posteriore, sono dunque diversi contingenti di fibre, ma con la stessa funzione. La grande importanza dei fasci vestibolo-spinali può essere constatata, per esempio, osservando alcuni movimenti del gatto e dell'uomo. Infatti, quando il gatto è intenzionato a mangiare un canarino, guarda la gabbia del medesimo alzando la testa, ponendo le zampe posteriori in posizione flessa e quelle anteriori in posizione estesa. Nel momento in cui il gatto intende saltare addosso alla sua preda, abbassa la testa e conseguentemente si ha una flessione delle zampe anteriori, nonché un'estensione di quelle posteriori. La stessa cosa accade all'uomo nel momento in cui, sporgendosi, abbassa la testa: egli non cade, perché la testa governa i muscoli estensori. Da questi due esempi, possiamo evincere che i fasci vestibolo-spinali, importantissimi, rappresentano il terzo sistema di regolazione del movimento.

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